Berghain: ritrovare Biancaneve nell’ultimo singolo di Rosalía.

Ormai è risaputo che Rosalía ha lanciato il suo nuovo album: Lux. Sono certa che ti è capitato almeno una volta, anche senza volerlo, di ascoltare il suo nuovo singolo: Berghain.
Inutile sottolineare, credo, che io non sono una critica musicale e che non troverai una critica di questo tipo se andrai avanti a leggere l’articolo che sto scrivendo.
Inizio con il dirti che sia Berghain che l’intero album Lux a me sono piaciuti, molto, personalmente trovo che Rosalía e tutto il gruppo di persone che la circondano abbiano fatto un grande lavoro di ricerca e sperimentazione musicale.
Il primo ascolto del nuovo singolo mi ha lasciato senza parole, perché è qualcosa di molto diverso e lontano dalla proposta artistica fatta sin ora dall’artista, stupore che è aumentato notevolmente con la visione, poi, del video.
Quello che ho apprezzato, oltre la musica in sé e alla collaborazione con Björk e Yves Tumor, senza dubbio è la ricerca linguistica e la commistione di lingue diverse che abitano l’intero album.
Il primo gioco che ho fatto è stato: che lingue sto ascoltando in Berghain?
Tre lingue che conosco, una molto bene (lo spagnolo), le altre due le mastico una un po’ più dell’altra: tedesco e inglese.
Il passo successivo è stato quindi comprendere il testo, per poi approdare alla visione del video.
Guarda QUI il video.
Ed è qui che mi soffermo e mi fermo a guardare il riferimento a Biancaneve, chiaro ed evidente dal minuto 2:23 del video, il nastrino rosso nei capelli d’ebano di Rosalía portano alla memoria la Biancaneve di Walt Disney in modo particolare, ma le atmosfere vorticose e tormentate mi riportano a degli albi illustrati che amo molto e che raccontano una Biancaneve molto vicina alle atmosfere dei Fratelli Grimm e molto lontane dalla Biancaneve dal nastrino rosso tra i capelli.
Il primo che ti invito a leggere ed esplorare non solo tra le parole, ma anche dedicare del tempo all’analisi delle illustrazioni è Biancaneve di Michelangelo Rossato pubblicato da edizioni Arka. Il tratto inconfondibile di Rossato si addentra nella fiaba esplorandone visivamente il terrore e la crudeltà, giocando con i toni del rosso, bianco e nero, ma anche dell’oro.
L’albo illustrato si arricchisce di appendici che vanno a scavare sia le origini della fiaba sia che le illustrazioni.
Un’altra rappresentazione letteraria di Biancaneve che ti consiglio è quella di Benjamin Lacombe, albo edito da L’ ippocampo. Anche qui ritorna una visone della storia che riverbera e vibra nei colori rosso, nero e bianco alternati da altre sfumature coloristiche delle quali alcune tavole vengono totalmente private dove la narrazione viene scandita dal tratto grafico: un’assenza che diviene occasione di analisi del particolare e del dettaglio. Le atmosfere sono anche qui lontane da Disney restituendo alla fiaba un colore in linea con la storia terrificante che stiamo leggendo, amplificandone, come nell’opera di Rossato, la visione senza tempo, onirica e reale allo stesso tempo.
Ed ecco a concludere due libri che sono certa scardinerà la tua visione di Biancaneve e ti regaleranno un nuovo racconto.
Il primo è La noche de la huida di Adolfo Córdova e Carmen Segovia edito da Ekaré.
Un albo illustrato in lingua spagnola, che si svela solo alla fine. Viene narrata la fuga di una bambina, la paura, il freddo, la costante ricerca di salvezza; non svela al lettore chi è la nostra protagonista, la storia non è a metà, non manca, ma si centra e investiga e ti trascina, ti fa cadere, sudare, bagnare dalla pioggia con quella bambina che solo alla fine capirai chi è realmente.
Una ragazzina che potrebbe essere chiunque, simbolo dell’eterna ricerca di un posto sicuro e di noi stessi.
L’ultimo albo a cui ho pensato guardando il video di Berghain è senza ombra di dubbio Snowhite di Ana Juan edito da Logos edizioni (libro bilingue italiano/inglese).
La narrazione, che inizia dai risguardi (le uniche pagine dove abbiamo il color rosso), non può lasciare indifferenti. Tutto il ritmo è scandito dai toni del bianco e del nero, l’ambientazione cambia è urbana, la matrigna è sinuosa e sensuale, il cacciatore non è un cacciatore e i nani ai quali siamo abituati qui non li troverai.
Una storia di violenza senza edulcoranti, che fa di Biancaneve una donna che vive in un contemporaneo che solo ai e alle più fortunate apparirà irreale, ma che è, invece, vicina ad alcuni vissuti più di quel che crediamo.
In modo particolare mi ha avvicinato a quest’albo anche il testo della canzone dove la tua paura è la mia paura si ascolta all’inizio e dove parte conclusiva è un pugno allo stomaco, una conclusione forte, violenta.
Anche il titolo stesso ci riporta all’ambientazione fiabesca, il riferimento al noto club berlinese è già stato sottolineato dagli esperti musicali, ma è la stessa cantante a rivelarci che sta a significare “gruppo di alberi nella foresta”: eccoci, quindi, nuovamente in una fiaba, che si trasforma in urbana o trova spazio nel proprio appartamento in modo surreale, un viaggio di consapevolezza dove si aspira alla trasformazione e alla luce.
Lux è il titolo dell’album appunto ed è in una intervista a Vanity Fair che l’artista fa riferimento a Leonard Cohen “Dimentica la perfezione. C’è una crepa in ogni cosa. È così che entra la luce.”
Ed è la luce che Biancaneve segue, nel buio del bosco, luce che viene riflessa nello specchio della Matrigna: luci e ombre, oblio e salvezza si muovono in armonia sia nella fiaba che nella nuova proposta musicale dell’artista catalana.
Approfondimento:
Credo che Berghain e Biancaneve, quindi, possano essere ottime fonti di discussione e indagine anche in contesti educativi, ci consente infatti di muoverci su più piani:
•Linguistico (Quante e quali lingue ascoltiamo?, Lettura integrale del testo ),
•educazione al visivo,
•avvicinamento alla fiaba classica di Biancaneve e lettura (anche visuale) degli albi da me proposti,
•apertura al dialogo tra adulti e ragazzi/e. Diverse sono le tematiche che possiamo approfondire: le relazioni umane, sentimentali …
Sono attività che potrebbero essere proposte dai 10 anni in su dipendendo sempre da chi sono i lettori e le lettrici ai/alle quali ci rivolgiamo.
Testo, analisi e proposte ideate da ©Jessica Paolillo










Comentarios
Publicar un comentario